Il ministro degli Esteri iraniano ha avvertito il 9 giugno che le forze militari straniere posizionate vicino ai confini dell’Iran rischiano di provocare scontri accidentali. La dichiarazione è arrivata mentre i mercati seguivano con attenzione l’escalation delle ostilità tra Teheran e Washington. Abbas Araqchi ha usato X, precedentemente Twitter, per sottolineare i pericoli derivanti dalla presenza di truppe straniere operative vicino al territorio iraniano. Ha evidenziato che la loro permanenza “espone costantemente” tutte le parti a colpi mancati o a confronti militari involontari, chiedendo il loro ritiro per allentare le tensioni.
Questo intervento è seguito alle accuse del presidente statunitense Donald Trump secondo cui un elicottero Apache americano impegnato in pattugliamento nello Stretto di Hormuz sarebbe stato abbattuto dalle forze iraniane, alimentando il timore di un conflitto diretto. Nonostante i colloqui nucleari e le discussioni per un cessate il fuoco tra le due nazioni, i toni ufficiali di entrambi gli schieramenti hanno incluso minacce militari, mantenendo elevato il rischio geopolitico.
Lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per circa il 20% delle spedizioni petrolifere mondiali, rimane un punto di grande tensione. Un aumento dell’attività militare nell’area in genere scatena volatilità nei mercati energetici e si ripercuote sui mercati finanziari globali. I trader sono particolarmente sensibili a eventi nella regione, poiché qualsiasi interruzione potrebbe far impennare i prezzi del petrolio e contagiare asset più rischiosi, come valute emergenti e crypto asset, che spesso reagiscono ai cambiamenti nell’appetito per il rischio geopolitico.
La richiesta iraniana di ritiro delle truppe straniere – probabilmente un riferimento velato alle forze navali e aeree statunitensi – mette in evidenza l’equilibrio fragile nel Golfo. Mentre i colloqui nucleari indicano un certo impegno diplomatico, la presenza militare sul campo suggerisce che il conflitto di fondo non è risolto.
Gli operatori di mercato dovrebbero monitorare con attenzione le dichiarazioni ufficiali di Washington e Teheran nei prossimi giorni. Qualsiasi conferma di movimenti di truppe o nuovi scontri militari nello Stretto di Hormuz metterà alla prova il sentiment di rischio degli investitori e potrebbe provocare un aumento della volatilità non solo nel petrolio, ma anche nei mercati forex e crypto, dove in momenti di incertezza geopolitica tendono a prevalere strategie di riduzione del rischio.
L’Iran chiede il ritiro delle truppe straniere al confine per evitare scontri
L’Iran avverte che la presenza militare straniera vicino ai suoi confini rischia scontri accidentali. Il rialzo delle tensioni con gli Stati Uniti potrebbe far salire i prezzi del petrolio e aumentare la volatilità dei mercati.