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Whitehat sblocca 2 milioni di dollari in ETH da un contratto ICO del 2016

Whitehat sblocca 2 milioni di dollari in ETH da un contratto ICO del 2016

Uno sviluppatore ha recuperato 2 milioni di dollari in ETH bloccati in un contratto ICO del 2016, permettendo agli investitori di riavere i fondi dopo nove anni.
Uno sviluppatore whitehat ha recuperato con successo 2 milioni di dollari in Ether bloccati in un contratto smart buggy di una ICO del 2016, concludendo un congelamento durato nove anni per decine di investitori iniziali.

L’operazione di recupero interessa un contratto smart a lungo dimenticato dagli albori di Ethereum. Secondo dettagli condivisi con The Block, lo sviluppatore ha individuato una vulnerabilità nel codice legacy che gli ha permesso di aggirare il meccanismo di lockup senza compromettere la sicurezza dell’intera rete. L’exploit ha effettivamente sbloccato gli asset, offrendo a 48 investitori idonei la prima opportunità di reclamare i loro fondi dall’alba dell’era degli smart contract, epoca in cui Ethereum era ancora altamente sperimentale.

Finora il recupero sta dando frutti. Due dei partecipanti idonei hanno già prelevato 96,5 ETH, pari a quasi 200.000 dollari ai prezzi di mercato attuali. I fondi rimanenti, per un totale di circa 900 ETH, sono custoditi in un contratto di prelievo sicuro in attesa che i rimanenti 46 investitori reclamino la loro quota.

Questo recupero mette in evidenza i rischi persistenti dei primi smart contract, spesso deployati senza gli audit rigorosi comuni oggi negli ecosistemi della finanza decentralizzata. Nel 2016 Ethereum era ancora agli inizi e gli standard di codifica altamente sperimentali. Molti progetti iniziali soffrivano di errori logici che intrappolavano definitivamente i capitali, creando un vero e proprio “cimitero” di token inaccessibili che solo ora gli sviluppatori stanno iniziando a sbloccare grazie a tecniche whitehat moderne.

Per il mercato più ampio, la liberazione improvvisa di ETH a lungo dormienti rappresenta un evento di liquidità minore, anche se il totale di 2 milioni di dollari difficilmente influirà sui prezzi spot. Tuttavia, ricorda la grande quantità di capitale perduto ancora depositato in indirizzi Ethereum legacy.

Trader e analisti on-chain dovrebbero monitorare i restanti 46 indirizzi per valutare la velocità con cui l’ETH recuperato entrerà sul mercato. Se questi partecipanti alla ICO decideranno di liquidare i guadagni appena ritrovati, potrebbe generarsi una pressione di vendita localizzata, anche se la vera notizia rimane un successo tecnico per la community di sviluppatori Ethereum.