I rialzisti di Bitcoin si trovano sotto pressione. La più grande criptovaluta è scesa brevemente al di sotto della soglia psicologica di $70.000 nel pomeriggio di martedì, colpita da una combinazione di incertezze macroeconomiche e vendite aziendali di entità limitata.
Alle 16:00 del 2 giugno, Bitcoin veniva scambiato a $70.077 sul mercato USDT di Binance, registrando un calo del 4,17% nelle ultime 24 ore. Sulla piattaforma sudcoreana Upbit, l’asset cambiava mano a 102,46 milioni di won. Questa discrepanza di prezzo ha spinto il cosiddetto "kimchi premium" in territorio negativo. Secondo i dati di Cryprice, il premium è arrivato a -3,62%, indicando che la domanda al dettaglio in Corea del Sud si sta raffreddando più rapidamente rispetto ai mercati globali. In genere, un premium negativo indica che i trader locali stanno cedendo o che gli arbitraggi tra borsa spot e futures stanno riequilibrando il mercato.
La debolezza improvvisa deriva da una combinazione di tensioni geopolitiche e prudenza istituzionale. Le tensioni in Medio Oriente sono nuovamente in aumento. L’incertezza su un possibile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, unita all’escalation di attriti nello Stretto di Hormuz, ha spinto gli operatori a ridurre il rischio. Gli asset rischiosi in generale hanno subito pressioni, anche se le azioni USA hanno resistito, grazie al rally incessante delle società produttrici di chip per l’intelligenza artificiale. Questa divergenza evidenzia uno scollamento temporaneo, dove le criptovalute sono considerate un asset ad alta volatilità, mentre i titoli tecnologici conservano una funzione di rifugio sicuro.
A peggiorare il sentiment ribassista, MicroStrategy – recentemente rinominata Strategy – ha comunicato una piccola vendita di 32 Bitcoin. Sebbene la transazione sia minima rispetto all’ingente tesoreria dell’azienda, ogni vendita da parte del più grande detentore aziendale del mercato tende a spaventare i trader retail.
La preoccupazione principale per gli operatori riguarda la pressione sulle istituzioni. Gli ETF spot su Bitcoin stanno affrontando nuovi deflussi di capitale. Combinati al rischio geopolitico, questi prelievi creano un vuoto di liquidità che amplifica le oscillazioni al ribasso del prezzo.
Gli operatori dovrebbero monitorare attentamente il livello di supporto a $69.000. Se i deflussi dagli ETF aumenteranno durante le ore di trading statunitensi, una correzione più profonda verso la fascia dei $60.000 medi potrebbe essere imminente. Al contrario, un’eventuale de-escalation nello Stretto di Hormuz potrebbe rapidamente invertire questo clima di avversione al rischio.
Bitcoin scende sotto i $70.000 mentre il kimchi premium diventa negativo
Bitcoin è sceso sotto i $70.000 a causa di tensioni geopolitiche e vendite aziendali, tra cui quella di 32 BTC da parte di Strategy. Il kimchi premium negativo a -3,62% indica una domanda più debole in Corea del Sud, mentre le azioni USA mostrano segni di forza.