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Il Congresso vuole ricreare la task force sui furti di criptovalute

Un disegno di legge propone di istituire una nuova Task Force federale per i furti di criptovalute all’interno del Dipartimento di Giustizia dopo lo scioglimento del precedente team. L’iniziativa mira a coordinare le indagini senza aumentare la pressione normativa sull’intero mercato crypto.
Il Congresso si sta muovendo per ricostruire una risposta federale ai furti di criptovalute, a pochi mesi dalla chiusura del team dedicato del Dipartimento di Giustizia. Un disegno di legge dei deputati Lance Gooden e Josh Gottheimer creerebbe una Task Force federale per i furti di criptovalute all’interno del DOJ, sotto la supervisione del procuratore generale o di un suo delegato.

Si tratta di una svolta politica piuttosto netta. Washington ha passato l’ultimo anno a cercare di ridimensionare l’approccio della “regolamentazione tramite azione penale”, che molti nel settore accusavano di un’applicazione incoerente delle norme. Il problema è che hacker, truffatori e gruppi di estorsione non hanno fatto una pausa mentre il dibattito politico proseguiva.

La proposta renderebbe la nuova task force il principale punto di coordinamento federale per i furti di criptovalute, le indagini e i procedimenti penali. Il testo del disegno di legge nomina DOJ, FBI, Homeland Security Investigations e il Tesoro (incluso FinCEN) come partecipanti principali, lasciando al procuratore generale la facoltà di aggiungere altre agenzie quando necessario.

Il suo mandato è operativo, non di creazione di mercato. La task force standardizzerebbe la raccolta di prove, la digital forensics, il tracciamento degli asset e l’assistenza alle vittime, oltre a formare le autorità statali e locali che spesso non dispongono degli strumenti per gestire casi legati alla blockchain. Coordinerebbe inoltre con i partner internazionali quando i fondi rubati varcano i confini – cosa che accade spesso in pochi minuti.

Il tempismo è importante perché il memorandum del DOJ dell’aprile 2025 ha smantellato il National Cryptocurrency Enforcement Team e ha detto ai pubblici ministeri di concentrarsi esclusivamente sull’uso criminale individuale degli asset digitali. In pratica, ciò ha lasciato meno occhi federali dedicati ai casi di furto, mentre gli hack degli exchange, lo svuotamento dei wallet e le truffe sentimentali continuavano a colpire le vittime.

Per i trader, la prima lettura non riguarda una regola di mercato diretta. Si tratta di capire se Washington sta cercando di separare l’azione antifrode dalla più ampia supervisione delle criptovalute, ricostruendo al contempo una coordinazione sufficiente per far sì che i casi di furto vadano a buon fine. Questa distinzione è importante per i possessori di BTC e gli utenti degli exchange, perché il rischio di titoli negativi tende ad aumentare quando l’azione di enforcement appare frammentata, ma aumenta anche la possibilità di una risposta più prevedibile quando il denaro scompare.

Il disegno di legge deve ora passare attraverso il Congresso e sopravvivere alla solita disputa giurisdizionale su quanto il governo federale debba centralizzare l’enforcement specifico sulle criptovalute. Seguite l’iter nelle commissioni, eventuali commenti del DOJ e i tentativi dei legislatori di ampliare il mandato della task force oltre i furti, includendo sanzioni o altri reati finanziari.