Movement Labs, la società blockchain dietro al token MOVE, ha presentato martedì istanza di protezione dal fallimento ai sensi del Chapter 11, il culmine di un anno dominato da un accordo di market-making andato storto, un delisting da Binance e un'indagine interna sul lancio del suo token.
L'istanza, depositata presso il Tribunale fallimentare degli Stati Uniti per il Distretto del Delaware, non ha elencato totali specifici di attività o passività, ma ha descritto la società come incapace di far fronte al proprio debito. Movement Labs ha dichiarato di voler utilizzare la procedura del Chapter 11 per "massimizzare il valore per gli stakeholder", pur ammettendo che sia la vendita di asset che un piano di riorganizzazione sono entrambe opzioni sul tavolo.
I problemi risalgono all'inizio del 2026. Movement Labs aveva firmato un accordo di market-making con una società che è stata successivamente accusata di aver manipolato il prezzo di MOVE. Binance, il più grande exchange di criptovalute per volume, ha bandito quel market maker e successivamente ha rimosso MOVE dalla quotazione, citando "preoccupazioni per l'integrità del mercato". Il delisting ha spazzato via la principale fonte di liquidità del token.
Un'indagine interna del consiglio di amministrazione di Movement Labs ha rilevato che l'accordo di market-making non era stato adeguatamente comunicato agli investitori e che alcuni token erano stati allocati in modo improprio. La società ha sostituito il suo team fondatore e ha insediato un nuovo CEO ad aprile.
Questa nuova leadership ha tentato un riposizionamento strategico, passando dalla costruzione di una soluzione di scaling di secondo livello per Ethereum a una rete di pagamenti transfrontalieri. La mossa era intesa a generare rapidamente entrate, ma l'istanza indica che è arrivata troppo tardi. "Il riposizionamento non ha raggiunto la necessaria trazione commerciale", ha affermato la società nella sua petizione.
I detentori del token MOVE affrontano ora un recupero incerto. In un caso di Chapter 11, i token sono tipicamente trattati come crediti chirografari, il che significa che vengono dopo i creditori garantiti e le spese amministrative. Il tribunale dovrà decidere come valutare i token, dato il loro volume di scambi quasi nullo dopo il delisting.
Un'udienza preliminare è attesa entro la settimana per approvare l'uso di garanzie in contanti e finanziamenti provvisori. I creditori hanno tempo fino a fine settembre per presentare le prove dei loro crediti. Per ora, il più grande asset rimanente di Movement Labs è la sua proprietà intellettuale relativa alla rete di pagamenti, ma senza clienti attivi dichiarati, tale proprietà intellettuale potrebbe fruttare solo una frazione del capitale di rischio che aveva raccolto in passato.
La prossima data chiave è la conferenza sullo stato della procedura del 15 agosto, in cui il giudice valuterà i progressi della società su un potenziale piano di vendita o di riorganizzazione.
Movement Labs dichiara bancarotta dopo lo scandalo del token MOVE
Movement Labs ha presentato istanza di fallimento secondo il Chapter 11 a seguito di una controversia sul market-making, del delisting da Binance e di un fallito riposizionamento strategico. L'azienda ha affrontato turbolenze legate al lancio del suo token MOVE e al passaggio da una soluzione di scaling per Ethereum a una rete di pagamenti transfrontalieri.