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Quattro indicatori on-chain mostrano esaustione dei venditori di Bitcoin

Quattro indicatori on-chain mostrano esaustione dei venditori di Bitcoin

Quattro dati on-chain indicano che i venditori di Bitcoin stanno esaurendo le vendite. Questo suggerisce una possibile stabilizzazione o rimbalzo dei prezzi, con minore pressione di vendita sul mercato.
I ribassisti di Bitcoin potrebbero essere ormai senza risorse. I dati on-chain analizzati dall’investitore Anthony Pompliano evidenziano che la persistente pressione di vendita delle ultime settimane sta incontrando un muro di esaustione. Mentre i prezzi spot si consolidano, i principali indicatori di rete suggeriscono che il mercato sta passando da una fase di distribuzione attiva a una di accumulo silenzioso.

Il primo indicatore chiave è il Seller Exhaustion Constant, che misura la combinazione tra bassa volatilità dei prezzi e alte perdite realizzate. Storicamente, quando questo indicatore tocca il minimo, si segna la fine delle fasi di capitolazione. Attualmente, la volatilità realizzata a 30 giorni si è compressa al 34%, mentre le perdite realizzate si sono praticamente esaurite, segno che chi voleva vendere in perdita lo ha ormai fatto.

Gli operatori monitorano anche lo Spent Output Profit Ratio (SOPR). Il valore si è mantenuto per settimane appena sotto la soglia di 1.0, attualmente a 0.98. Ciò indica che le transazioni medie avvengono con una leggera perdita, un classico indizio di capitolazione dei venditori. In pratica, i venditori rifiutano di realizzare perdite più profonde, bloccando così l’offerta sul mercato.

Nel frattempo, le riserve di Bitcoin sugli exchange continuano a calare da mesi. Oltre 45.000 BTC sono usciti dalle principali piattaforme di scambio nelle ultime due settimane, portando l’offerta liquida sugli exchange a un minimo pluriennale di 1,78 milioni di BTC. Questo flusso costante indica che gli acquirenti stanno subito trasferendo i propri Bitcoin in cold storage, riducendo la pressione di vendita immediata dai libri ordini.

Infine, il comportamento dei detentori a lungo termine (LTH) conferma questa stretta sull’offerta. La quota di BTC in possesso degli LTH è risalita al 74,2%, recuperando dopo la distribuzione avvenuta durante l’ultimo picco locale. Questi investitori convinti stanno assorbendo l’offerta liquida rimasta, lasciando pochi Bitcoin ai trader a breve termine.

Sebbene questi indicatori on-chain disegnino uno scenario di esaustione dei venditori, l’andamento immediato del prezzo resta legato alla liquidità macroeconomica. Gli operatori devono osservare i prossimi dati macro statunitensi e il livello di resistenza a 62.500 dollari. Una rottura netta di questo livello, supportata da un aumento del volume spot, confermerebbe la tesi on-chain e segnerebbe probabilmente il minimo locale.

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