Mentre il Congresso discute il Clarity Act, volto a semplificare la regolamentazione delle crypto, crescono le preoccupazioni per l'indebolimento dei poteri di vigilanza della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) senza un adeguato rafforzamento delle sue capacità. Aaron Klein, membro della Brookings Institution e analista di lungo corso della regolamentazione crypto, ha espresso forti critiche alla proposta di legge durante un recente dibattito, evidenziando il rischio di lacune normative.
Klein ha sostenuto che alla CFTC, l'agenzia tradizionalmente responsabile della vigilanza sui mercati dei derivati e degli swap, viene sempre più affidata la regolamentazione delle crypto, ma senza le risorse o l'indipendenza necessarie per gestire efficacemente questo settore. "Non si tratta semplicemente di assegnare la giurisdizione", ha affermato Klein. "Se non si dota la CFTC di maggiori finanziamenti, competenze tecniche e un'autorità di coordinamento più chiara, si finirà per avere un quadro normativo con i denti ma senza muscoli".
Il Clarity Act tenta di quadrare il cerchio tra i ruoli della SEC e della CFTC negli asset digitali, con l'obiettivo di evitare sovrapposizioni di competenze. Tuttavia, Klein ha sottolineato che, senza un ampliamento del budget e dell'autonomia istituzionale della CFTC, la legge si risolverà in una "regolamentazione senza una vigilanza efficace". L'attuale budget della CFTC è di circa 300 milioni di dollari all'anno – una frazione dei 2,4 miliardi di dollari della SEC – nonostante il mercato dei derivati crypto abbia superato i 20 mila miliardi di dollari di volume nei periodi di picco dell'ultimo anno.
Dal punto di vista del mercato, ciò costringe i trader e i partecipanti istituzionali a muoversi in un contesto normativo frammentato, dove l'incertezza sull'applicazione delle regole potrebbe frenare la liquidità e l'innovazione. Le proposte sovrapposte in seno al Congresso hanno inoltre alimentato la confusione, con alcuni legislatori che spingono per un approccio incentrato sulla SEC e altri che sostengono il primato della CFTC sui derivati.
La critica di Klein si estende alla collaborazione tra le agenzie, definita "macchinosa e insufficiente". Senza meccanismi formali per risolvere rapidamente le controversie di giurisdizione, le aziende rischiano di dover affrontare indagini prolungate o sanzioni da parte di entrambe le autorità. Lo status quo, avverte l'esperto, mina quella chiarezza normativa che è stata presentata come l'obiettivo dei recenti disegni di legge.
Le udienze del Congresso previste per giugno metteranno nuovamente sotto esame il Clarity Act, e si prevede che gli esponenti del settore faranno pressione per un aumento dei fondi alla CFTC insieme ai mandati legislativi. I trader dovrebbero tenere d'occhio gli emendamenti dei principali legislatori e i negoziati sul budget, che potrebbero spostare gli equilibri normativi.
Il destino del Clarity Act influenzerà probabilmente non solo i costi di conformità, ma anche la struttura del mercato e le condizioni di leva nel trading di futures e opzioni crypto. I prossimi 60 giorni dovrebbero fornire indicazioni cruciali sulla reale intenzione di Washington di dare pieni poteri alla CFTC, o se preferirà rischiare di lasciare i mercati dei derivati crypto, in forte espansione, privi di una gestione adeguata.
Clarity Act: vigilanza crypto CFTC a rischio, avverte Brookings
Aaron Klein avverte che il Clarity Act potrebbe portare a una regolamentazione priva di una vigilanza sufficiente, sottolineando che la CFTC necessita di maggiori risorse e indipendenza per monitorare adeguatamente i mercati crypto.