Il regolamento dell'Unione Europea sui mercati delle cripto-attività (MiCA) è un'arma a doppio taglio per il settore. Porta certezza giuridica e protezione per gli investitori, ma a un prezzo che molte aziende in fase iniziale non possono permettersi.
Questa è la tesi centrale di un nuovo articolo di Yuliya Barabash, fondatrice e managing partner di SBSB Fintech Lawyers. A suo avviso, i critici del MiCA hanno ragione riguardo ai costi: requisiti patrimoniali, norme di governance, mandati su ICT e outsourcing, e la necessità di una presenza locale si sommano. I progetti più piccoli faticano a sostenere tale onere.
Ma Barabash sostiene che è proprio questo il punto. "Il settore cripto non è più un mercato per hobbisti", scrive. Una volta che un'azienda gestisce i beni dei clienti o l'attività di scambio, la promessa di innovazione non è sufficiente. "Le startup che rimarranno sul mercato sotto il MiCA avranno maggiori probabilità di avere solidi quadri di conformità e una governance più chiara". Il peggior danno reputazionale del settore, osserva, è derivato da fallimenti, hack e piattaforme cresciute troppo in fretta senza maturità operativa, non da un eccesso di regolamentazione.
L'Europa, sostiene, non sta cercando di essere la giurisdizione cripto più rumorosa. Sta cercando di essere la più credibile. Regole prevedibili e la loro applicazione incoraggiano banche, partner e utenti a impegnarsi. Tale credibilità potrebbe diventare un vantaggio competitivo a lungo termine.
Tuttavia, l'approccio dell'UE ha un punto cieco critico. "Il difetto centrale è che tratta le criptovalute come se il settore fosse già abbastanza maturo da assorbire la regolamentazione finanziaria tradizionale a pieno peso", scrive Barabash. L'innovazione nel settore cripto dipende ancora dalla sperimentazione e da iterazioni a basso costo. Le nuove aziende hanno bisogno di spazio per testare modelli e sopravvivere prima che i ricavi si stabilizzino. Il MiCA restringe drasticamente questa finestra, chiedendo di fatto alle startup di comportarsi come operatori regolamentati già affermati prima ancora di aver dimostrato la loro redditività.
Il risultato è un compromesso senza una risposta facile. L'Europa potrebbe diventare più sicura per gli utenti, ma rischia anche di diventare più piccola – un mercato in cui solo gli attori con grandi disponibilità finanziarie possono permettersi di rimanere. Per trader e investitori, la conclusione è chiara: il costo della conformità continuerà a ridefinire quali progetti sopravvivono e dove scelgono di stabilirsi. Il prossimo catalizzatore da osservare è come i regolatori nazionali in tutta l'UE interpreteranno e applicheranno le norme del MiCA, specialmente per gli emittenti di token più piccoli e i protocolli di finanza decentralizzata (DeFi) che rientrano nel suo ambito di applicazione.
Norme cripto UE: più sicurezza, ma a rischio le startup
La nuova legge dell'Unione Europea sui mercati delle cripto-attività (MiCA) impone alle società del settore di seguire regole severe che migliorano la protezione dei clienti e la chiarezza legale. Le startup più piccole faticano a sostenere questi costi, rischiando di ridurre il numero di nuove imprese e l'innovazione nel mercato europeo.