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Democratici al Senato definiscono "corrotta" la legge sui mercati cripto

Un gruppo di senatori democratici, tra cui Elizabeth Warren e Sherrod Brown, sostiene che il Clarity Act conferisca troppo potere agli addetti ai lavori del settore cripto e indebolisca la protezione degli investitori. Poiché il disegno di legge necessita di 60 voti al Senato e i democratici sono divisi, la sua approvazione è incerta.
Un gruppo di senatori democratici si è scagliato contro il Clarity Act, il disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute che mira a porre gli exchange di asset digitali sotto la supervisione federale. In una dichiarazione congiunta di martedì, i legislatori hanno etichettato la legislazione come "corrotta" e hanno avvertito che consegnerebbe troppo potere agli addetti ai lavori del settore anziché proteggere gli investitori al dettaglio.

L'opposizione è significativa. Il Clarity Act necessita di almeno 60 voti per passare al Senato, il che significa che non può essere approvato senza che un numero considerevole di democratici rompa le file. Con il partito ora formalmente diviso sul disegno di legge, il suo percorso futuro appare incerto.

La leadership democratica non ha preso una posizione unitaria, ma il gruppo di oppositori – tra cui i senatori Elizabeth Warren (D-MA) e Sherrod Brown (D-OH) – sostiene che il disegno di legge sia stato scritto in stretta collaborazione con i lobbisti del settore cripto. "Questo è un regalo ai malintenzionati, non un quadro normativo serio", hanno scritto i senatori. Hanno citato disposizioni che, a loro dire, indeboliscono le leggi sui titoli esistenti ed esentano alcuni emittenti di stablecoin dalla supervisione statale.

Il Clarity Act, formalmente intitolato Digital Asset Market Structure and Investor Protection Act, è stato sponsorizzato da un gruppo bipartisan guidato dalle senatrici Cynthia Lummis (R-WY) e Kirsten Gillibrand (D-NY). Creerebbe una nuova categoria normativa per le commodity digitali, affiderebbe alla CFTC la responsabilità della maggior parte delle principali piattaforme di trading di criptovalute e richiederebbe agli emittenti di stablecoin di detenere riserve uno a uno.

I sostenitori affermano che il disegno di legge è necessario per porre fine al caos normativo e inserire le società di criptovalute in un quadro giuridico chiaro. Ma i critici democratici sostengono che la definizione di "commodity digitale" del disegno di legge sia troppo ampia, consentendo ai token che funzionano come titoli di sfuggire alla supervisione della SEC.

Per i trader, la spaccatura politica aggiunge nuova incertezza a un panorama normativo già confuso. Il disegno di legge era ampiamente considerato la migliore opportunità del settore per ottenere regole complete in questa sessione. Ora, anche se dovesse passare al Senato, la versione della Camera si trova di fronte ai propri ostacoli.

Il prossimo evento da monitorare è un voto in aula al Senato previsto già la prossima settimana. Se il disegno di legge non riuscirà a ottenere i 60 voti, il vuoto normativo per i mercati delle criptovalute si protrarrà – il che significa più battaglie legali, più azioni esecutive e maggiore volatilità per i prezzi dei token. Finora il mercato ha preso la notizia con calma; martedì bitcoin ed ether si sono mossi a malapena. Ma la corrente ribassista di fondo è chiara: gli "smart denaro" stanno ora prezzando un rischio più elevato di stallo normativo.

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