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Tre senatori USA contro la legge crypto per motivi etici

Tre senatori statunitensi si oppongono al CLARITY Act, una proposta di legge per stabilire regole federali sugli asset digitali, a causa di preoccupazioni etiche non ancora specificate. La loro opposizione complica il voto al Senato, previsto prima del 10 agosto, su una legge che richiede 60 voti per essere approvata.
Tre senatori statunitensi si sono opposti pubblicamente al CLARITY Act, il disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute che il Senato prevede di votare prima del 10 agosto. Le loro obiezioni si concentrano su preoccupazioni di natura etica, sebbene i legislatori non abbiano ancora dettagliato le loro argomentazioni specifiche. L'opposizione introduce un nuovo ostacolo per una legislazione che affronta già un percorso incerto in aula.

Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha confermato giovedì la tempistica, affermando che l'aula intende tenere un voto prima della pausa di agosto. Non ha specificato se il disegno di legge abbia un sostegno sufficiente da parte dei Democratici per superare la soglia dei 60 voti, necessaria per la maggior parte delle principali leggi finanziarie. I tre senatori dissenzienti potrebbero modificare i calcoli politici, in particolare se provengono dal partito di maggioranza o hanno influenza sulla Commissione Bancaria.

Il CLARITY Act stabilirebbe un quadro federale per la regolamentazione degli asset digitali, definendo quali token sono titoli e quali materie prime, e assegnando la giurisdizione tra la SEC e la Commodity Futures Trading Commission. I gruppi del settore hanno fatto pressioni per ottenere regole chiare, ma le associazioni dei consumatori avvertono che la legge potrebbe indebolire le tutele per gli investitori.

L'opposizione basata su motivi etici si discosta dalle critiche precedenti, che si erano concentrate su definizioni tecniche e sovrapposizioni normative. Invece di dibattere la sostanza della politica, i senatori sembrano mettere in discussione il processo legislativo stesso. Tale approccio può trovare eco tra i colleghi preoccupati per le lacune nella vigilanza o per legami non divulgati tra legislatori e società di criptovalute.

Il voto è atteso entro poche settimane, con Thune che punta a rispettare la scadenza del 10 agosto. Se il disegno di legge non dovesse passare entro quella data, il dibattito si protrarrebbe fino all'autunno, ritardando la chiarezza normativa che il settore cerca da anni.

Gli operatori di mercato dovrebbero prestare attenzione agli emendamenti che potrebbero affrontare le obiezioni etiche o alle mosse procedurali per aggirare un blocco. Il destino del disegno di legge rimane un catalizzatore binario: l'approvazione fornirebbe un quadro giuridico chiaro, mentre la bocciatura estenderebbe l'attuale mosaico di norme statali e federali.

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