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Solana valuta due riforme della tokenomics con Anatoly Yakovenko nel dibattito

Solana valuta due riforme della tokenomics con Anatoly Yakovenko nel dibattito

Due proposte contrastanti puntano a migliorare la tokenomics di Solana con un aumento delle commissioni bruciate o un’accelerazione del calo dell’inflazione. Anatoly Yakovenko, co-fondatore di Solana, è coinvolto attivamente, indicando una decisione importante all’orizzonte.
Due proposte rivali per rimodellare la tokenomics di Solana hanno catalizzato l’attenzione della rete questa settimana, con il co-fondatore Anatoly Yakovenko coinvolto attivamente in entrambi i fronti. Le visioni concorrenti mirano a risolvere lo stesso problema – il quasi inesistente burn dei token SOL – ma attraverso meccanismi radicalmente diversi, preparando il terreno per uno dei dibattiti di governance più importanti nella storia di Solana.

La prima proposta, SIMD-547, presentata dal developer pseudonimo cavemanloverboy nel weekend, introduce una nuova commissione base da bruciare su ogni singola transazione. Questa commissione è proporzionale al reale consumo di risorse: unità di calcolo, caricamenti dati, blocchi di scrittura e altre spese on-chain. Secondo le attuali stime di SolanaFloor, i burn giornalieri aumenterebbero tra 16 e 100 volte, passando da circa 648 SOL al giorno a un intervallo tra 10.800 e 64.800 SOL. Al prezzo attuale di Solana di 82,50 dollari, questo farebbe salire il valore del burn giornaliero da 53.000 dollari a una forbice compresa tra 891.000 e 5,35 milioni di dollari. Le stime più alte potrebbero spingere la rete verso una deflazione durante i picchi di utilizzo, nonostante l’inflazione continui a quota circa 60.000 SOL al giorno. SIMD-547 protegge volutamente gli utenti retail e i searcher che pagano commissioni di priorità, scaricando la maggior parte del peso su validator e market maker ad alta frequenza.

SIMD-0411 segue una strada opposta. Originariamente proposto nel novembre 2025 dai ricercatori di Helius, Lostin e 0xIchigo, ora sta guadagnando nuovo slancio. Invece di introdurre nuove commissioni, raddoppia il tasso di disinflazione di Solana dal 15% al 30% annuo, accelerando così il raggiungimento dell’obiettivo finale di inflazione al 1,5%. La rete arriverebbe a tale livello all’inizio del 2029 anziché del 2032, risparmiando 22,3 milioni di SOL nelle emissioni totali in sei anni, l’equivalente di circa 2,9 miliardi di dollari al prezzo spot. Le ricompense per lo staking si comprimerebbero: i rendimenti del 6,41% scenderebbero a 5,04% nel primo anno, 3,48% nel secondo e 2,42% nel terzo. Secondo i modelli di Helius, il danno per i validator sarebbe contenuto – 10 operatori diventerebbero non profittevoli nel primo anno, salendo a 47 al terzo anno su un totale di 845.

Yakovenko è intervenuto strategicamente su entrambe le proposte. Per SIMD-0411 ha suggerito di stringere il parametro della Validator Admission Tax, cercando di agganciarlo ai premi per l’inflazione ricevuti dal validator meno pagato nel quorum di 2.000 validator di Solana. Sul fronte di SIMD-547, il suo coinvolgimento appare di supporto consultivo, influenzando il design senza un endorsement esplicito.

La reazione della community è stata mista. Entrambe le proposte hanno suscitato critiche dai gruppi i cui interessi sembrano minacciati. Con Yakovenko coinvolto in entrambi i filoni, nelle prossime settimane si capirà se Solana sceglierà una strategia aggressiva basata sull’aumento del burn tramite commissioni, una deflazione più rapida tramite riduzione dell’offerta, o una soluzione ibrida. L’economia dei validator sulla rete e il ruolo di SOL come copertura dall’inflazione ora dipendono da quale leva la governance deciderà di azionare per prima.